OKRA FRITTA

Okra fritta, sapori tropicali in tavola

Non conoscevo l’okra, quando ho visto questo ortaggio per la prima volta pensavo si trattasse di un peperoncino particolare, in effetti la forma lo ricorda abbastanza; il colore è verde o tendente al marrone (più raro), la superficie è ricoperta da una leggera peluria (tipo quella dei tenerumi – i germogli e le foglie giovani di una particolare varietà di zucchina), la polpa è bianca e spugnosa, all’interno sono presenti dei semi commestibili che, per essere gradevoli, devono risultare anch’essi bianchi.

In realtà l’okra, o gombo, è un ortaggio di origine africana, coltivata in Africa, India e in molti paesi dell’area tropicale e subtropicale e molto utilizzata nella cucina di questi paesi oltre che in quella brasiliana. Ancora poco conosciuta in Italia, l’okra inizia ad essere presente nei banchi di frutta e verdura dei mercati e nei negozi più forniti ed è coltivata anche nel nostro paese, in particolare in Sicilia.

Il sapore è molto gradevole, delicato, una via di mezzo fra tenerumi e carciofi (ma solo per darvi un’idea….) e la consistenza assomiglia a quella dei fagiolini verdi. Si adatta bene a molti tipi di cottura, io ho scelto di fare l’okra fritta, piccole stelline croccanti dal gusto delizioso, perfette per l’aperitivo o come contorno sfizioso, un’alternativa alle chips di patate.

L’okra si adatta benissimo anche ad altre preparazioni come ad esempio l’essere gratinata, stufata o come ingrediente di una minestra; in questi casi, vista la sua consistenza vischiosa, viene generalmente immersa per una ventina di minuti in acqua e aceto o acqua e limone per ridurre questa sua caratteristica (utilizzate questo procedimento anche se volete preparare l’ora fritta intera). Se invece desiderate sfruttare al massimo questa particolarità, evitate questo passaggio, il liquido gelatinoso che si sprigiona cuocendo l’okra a lungo in un liquido, farà da addensante alle vostre preparazioni o le renderà particolarmente cremose.

okra fritta presentazione_1

Ingredienti: per 4 persone

  • okra (12 -16 baccelli)
  • olio di semi di girasole (q.b.)
  • sale (q.b.)
  • se desiderate utilizzare una pastella per friggere l’okra vi serviranno circa 200 gr di farina di mais, , 2 uova, pepe ed eventualmente del peperoncino.

 

 

okra fritta

Come fare l’okra fritta:

  1. Spuntare le estremità superiori dell’okra, lavare i baccelli sotto l’acqua corrente, passare della carta da cucina strofinando leggermente per togliere la peluria e asciugare.
  2. Tagliare l’okra a tocchetti o fettine sottili in base al vostro gusto.
  3. Portare l’olio ad una temperatura di 170/180° e friggere in abbondante olio di semi di girasole fino a quando l’okra non risulti ben dorata.
  4. Scolare l’unto in eccesso su carta da cucina, salare a piacere e servire l’okra fritta ben calda.

 

Note: se preferite, potete preparare l’okra fritta utilizzando una pastella procedendo nel modo seguente.

  1. Seguite la ricetta fino al punto 2.
  2. Sbattere leggermente le uova con un pochino di sale.
  3. Immergere per qualche minuto l’okra nelle uova.
  4. Scolare i tocchetti di okra e passarli nella farina di mais precedentemente salata, pepata ed eventualmente insaporita con il peperoncino.
  5. Portare l’olio ad una temperatura di 170/180° e friggere in abbondante olio di semi di girasole fino a quando l’okra non risulti ben dorata.
  6. Scolare l’unto in eccesso su carta da cucina, salare a piacere e servire l’okra fritta ben calda

 

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